Affori
L’antico feudo e la villa del grande patriziato lombardo
La storia di Affori è strettamente legata ai possedimenti dei monaci benedettini della basilica di San Simpliciano, come testimoniano l’oratorio di San Mamete e la chiesa di Santa Giustina, eretta nel XV secolo e sostituita da quella attuale, risalente alla metà del XVIII secolo.
In tempi successivi il fulcro di Affori divenne villa Litta Modignani, costruita nel 1687 dal marchese Pier Paolo Corbella sui resti di una precedente residenza viscontea. L’edificio, passato di proprietà tra diverse famiglie nobiliari, divenne il cuore dell’antico borgo e, col tempo, trasformò l’economia agricola di Affori orientandola verso l’artigianato e la piccola manifattura.
La villa, oggi simbolo di Affori, è circondata da un parco con platani secolari e ampie distese erbose in cui si inseriscono alcuni elementi architettonici che ne mettono in luce l’antico splendore.
Oltre a questi elementi di carattere storico esistono anche resti medievali ancora visibili, come la torre di guardia in via Osculati e il nucleo del borgo tra la via Taccioli e la via Cialdini.
L’industrializzazione di Affori, avviata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e favorita dalla costruzione della linea ferroviaria Milano-Erba, cambiò definitivamente la sua fisionomia.

