Vigentino

Un tassello della storia di Milano fra tradizione agricola e urbanizzazione

La storia di Vigentino è strettamente legata alle vicende storiche di Milano. L’avvenimento che scosse la sua vita rurale risale alla distruzione della città ad opera di Federico Barbarossa, avvenuta nel 1162, quando gli abitanti di Porta Romana e Porta Ticinese si rifugiarono nel contado trovando ospitalità nelle cascine agricole a sud-est di Milano. È qui che fondarono il borgo di Santa Maria dove fu eretta una cappella devozionale dedicata alla Vergine. La chiesa attuale, intitolata a Santa Maria Assunta, fu ricostruita sul medesimo sito dai monaci dell’Ordine Gerolamino di Castellazzo sul finire del XVI secolo.
Verso la fine dell’Ottocento l’espansione della città di Milano coinvolse la parte settentrionale di Vigentino che divenne un’area di insediamento industriale e residenziale, con numerosi stabilimenti localizzati a sud dello scalo merci di Porta Romana, fondato nel 1896.
La parte meridionale dell’antico Comune di Vigentino, con le frazioni di Quintosole, Vaiano Valle, Macconago e Selvanesco, mantenne invece la sua vocazione agricola, conservata in gran parte sino ad oggi. Ne è espressione cascina Campazzo, con i suoi campi immersi nel Parco del Ticinello, che rispecchia la tipologia della struttura ottocentesca a corte chiusa.

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